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Escursioni Castiadas: Notizie Generali ( Ente Foreste) Parco Monti dei Sette Fratelli

Sin dall'epoca più remota, il massiccio del Serpeddì che comprende la catena montuosa dei Sette Fratelli sino alle porte di Castiadas, era ricoperto da un'unica e vastissima foresta mediterranea d'alto fusto, i cui prodotti erano una delle principali fonti di reddito e di sostentamento delle popolazioni residenti nel Sarrabus.

Nei secoli XVII e XVIII al semplice e razionale sfruttamento dei principali prodotti del bosco (legna da ardere, carbone, caccia, ecc.) si aggiunse una intensa attività agro pastorale, con la presenza di un numero di capi di bestiame sempre più elevato, per lo più ovini, che determinò la creazione di aree pascolive sempre più vaste, destinate alla produzione di foraggiere a discapito della foresta.

Ancora oggi, in tutta la zona interessata. la superficie assoggettata al pascolo è di circa 12.000 ettari e risulta essere per lo più cussorgiale e comunale, ripartita orientativamente fra almeno 11 centri (Armungia, Dolianova, Muravera. Quartu S. Elena, San Basilio, S. Vito, S. Nicolò Gerrei, Silius, Villaputzu. Sinnai, Maracalagonis).

Le successive utilizzazioni boschive legate agli eventi bellici della seconda guerra mondiale, incisero decisamente sui boschi di leccio (fustaia); infatti dopo il taglio dei patriarchi di leccio, la foresta si trasformò in un bosco misto (ceduo matricinato) di varie specie della macchia mediterranea.

Gli ultimi “residui di foresta” di proprietà del Demanio dello Stato vennero interessati dal taglio intorno agli anni 1950 ad opera di ditte private appaltatrici di vaste aree pubbliche per la produzione soprattutto di carbone e legna da ardere. Inoltre, l'avvento della meccanizzazione (diffusione delle motoseghe). l'apertura di strade e stradelli, facilitò e incentivò. in maniera decisiva, l'abbattimento delle piante. A questa aggressione diffusa da parte dell'uomo sul territorio, si aggiunsero fattori che contribuirono in maniera determinante al degrado dei suoli e dei soprassuoli. come per esempio il flagello degli incendi e gli sporadici fenomeni alluvionali che si alternavano a lunghi periodi di siccità.

Il paesaggio attuale quindi è il risultato dell'intensa azione antropica subita negli ultimi secoli, con una continua e progressiva riduzione delle aree boscate.

Prima lo Stato Unitario e poi la Regione Sardegna, con Femanazione di leggi particolari per la salvaguardia del territorio e con la demanializzazione dei terreni ex ademprivili. sin dalla fine del 1800 hanno avviato una politica di riappropriazione pubblica delle principali aree boscate.

Dal 1956, con il passaggio dei terreni dal Demanio dello Stato all'Azienda Foreste Denianiali (L.R. n ° 6 del 29.02.1956), la Regione Autonoma della Sardegna è divenuta strumento operativo e ha dato concretamente inizio alla conservazione floro-faunistico e alla valorizzazione forestale di queste vaste aree pubbliche, attraverso intense opere di rimboschimento. sistemazioni idrauliche delle zone più a rischio e successivi ampliamenti (acquisizioni di aree pubbliche e private), portando la superficie gestita dall'Azienda Foreste Demaniali della Regione Sardegna nella provincia di Cagliari. agli attuali 50.000 ettari.

Il 9 Giugno 1999 con la legge regionale° 24 l'azienda demaniale della regione Sardegna viene soppressa e viene istituito l'Ente foreste della Sardegna di seguito denominato "Ente".

All'Ente: Sono attribuite le seguenti funzioni:

•  Amministrare il patrimonio silvo-agro-pastorale e faunistico assunto in concessione o affitto dalla Regione, dai comuni e da altri enti pubblici o da privati, curandone la sorveglianza, la razionale manutenzione, il miglioramento e la valorizzazione ed operando, di norma, sulla base di piani di assestamento forestale;

•  Concorrere alla lotta contro i parassiti delle piante forestali;

•  Assicurare il proprio apporto di mezzi e personale alle campagne antincendi;

•  Provvedere all'esecuzione delle opere di sistemazione idraulico-forestale, rimboschimento e rinsaldamento di terreni vincolati ai sensi del regio decreto-legge 30 dicembre 1923, n. 3267, ovvero avuti in affitto o in concessione da altri enti o istituzioni pubbliche o da privati, in conformità anche alle norme di settore e ai piani di bacino previsti dalla Legge 18 maggio 1989, n. 183, disponendo anche sul pagamento dell'indennità prevista dall'articolo 50 del regio decreto-legge n. 3267 del 1923 e sulla restituzione dei terreni nei quali sia stata accertata la maturità del bosco ai sensi dell'articolo 67 del regio decreto 16 maggio 1926, n. 1126; restano di competenza dell'Amministrazione regionale l'individuazione dei terreni da vincolare, l'imposizione del vincolo e il rilascio delle autorizzazioni e dei nullaosta concernenti i terreni sottoposti a vincolo per scopi idrogeologici;

•  Provvedere all'esecuzione di opere di silvicoltura e arboricoltura da legno, anche a scopo dimostrativo;

•  Svolgere attività vivaistica forestale e tutte le attività strumentali finalizzate alla conservazione, valorizzazione e promozione del patrimonio a qualsiasi titolo amministrato;

•  Promuovere, attraverso soggetti estranei all'Ente, attività di allevamento e diffusione faunistica, di turismo, di turismo rurale e ricreative, nonché tutte le attività collaterali utili per il miglior utilizzo economico di beni, opere e risorse dell'Ente;

•  Svolgere attività di sperimentazione e ricerca applicata in tutti i settori della silvicoltura;

•  Collaborare a ricerche e studi mirati allo sviluppo di attività produttive e ricreative ecocompatibili, complementari e connesse alle gestione forestale;

•  Promuovere e divulgare i valori naturalistici, storici e culturali del patrimonio forestale regionale, nonché le proprie attività istituzionali;

•  Dare sia ai privati che agli enti pubblici assistenza tecnica ed amministrativa in materia di forestazione;

•  Esprimere pareri obbligatori su tutti gli interventi previsti da terzi che interessano i beni amministrati.

Trascritto dalla... Guida alle Foreste Demaniali di Sette fratelli e Castiadas

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